Mi vestii di bianco e oro

Micro e macrocosmi nell'opera di Dario Maria Campana

 

 

Dal 21 aprile al 10 maggio 2018 ExpArt Studio&Gallery, in via Borghi 80 a Bibbiena

(AR), presenta “M vestii di bianco e oro”, personale di Dario Maria Campana a cura di Silvia Rossi.

 

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al mercoledì con orario 16/19,

dal giovedì al sabato con orari 9,30/12 e 16/19, o su appuntamento.

 

Sabato 21 aprile, alle ore 16, l’apertura della mostra. Alle ore 17 il vernissage alla presenza

dell’artista, con l’aperitivo offerto da Bar Le Logge.

 

 

 

LA MOSTRA

 

 

“Tutte le mie opere, si ispirano astrattamente ad oggetti del Cosmo, celesti, siderali e sono realizzate utilizzando soprattutto materiali ed oggetti di natura tecnologica. La tecnologia ha però una funzione solo strumentale; originata e residuo di intense esperienze formative, essa resta relegata all'aspetto formale ed è sempre esclusa dal contenuto. Le opere hanno colori monocromi, non sono pittoriche, piuttosto scultoree, bassorilievi sottili; a volte sono sculture a tutto tondo.”

 

Così Dario Maria Campana definisce la propria ricerca, ripresa dopo una lunga pausa dal mondo dell'arte, e nella quale inserisce elementi biografici e al contempo archetipici.

L'elemento tecnologico ha infatti una forte valenza personale nella vita dell'autore, capace però di ritrasporlo, cambiando uso forma e colore, sotto un diverso punto di vista, snaturandone l'essenza e trasformandolo in un piccolo ambiente, raggruppandolo in forme che assumono la veste di una mappa. Un gioco che unisce lo studio astronomico al più ludico interesse nell'intravedere forme, intuire paesaggi e planimetrie.

Questi microcosmi vengono poggiati e ricoperti da un solido strato di colore, qui bianco e oro, chiamando in causa le sfere dell'iconografia del sacro e del puro, cercando di coinvolgere lo spettatore in una ampia interrogazione sul gesto, sui valori e sul significato di opere che spaziano quasi senza riferimenti precisi, che domandano ove collocarsi non al mondo dell'arte, ma all'osservatore, che potrà identificarvi la ricerca di un posizionamento di se' all'interno di un universo sconfinato, dove le forme sono costanti, nel micro come nel macro cosmo,  e dove non è semplice attribuirsi una dimensione personale mettendosi in scala con la vastità di un creato da noi così forgiato e al tempo stesso troppo vasto per essere da noi influenzato. L'opera di Campana assume quindi una dimensione esistenziale, che attraverso un “semplice” gioco di forme, ci pone di fronte ai più grandi interrogativi.

 

 

BREVE BIOGRAFIA

 

 

Dario Maria Campana nasce a Catania nel 1938 e si trasferisce a Rimini, dopo un soggiorno con la famiglia all’Asmara, nel 1954; nel 1967 apre un atelier di scultura; nel 1969 con Vittorio D’Augusta entra in contatto con Bruno Munari e nello stesso anno, gemellandosi con il Centro Operativo Sincron Brescia apre una propria galleria (SINCRON) nella quale gravitano artisti come Hans Glattfelder, Jorrit Tornquist, Mimmo Paladino, Giovanni Santi Sircana, lo stesso Munari; è del ’71 l’Incontro Sincron con una grande collettiva open che agisce anche negli spazi pubblici della città. Sino al 1976, quando improvvisamente abbandona l’attività artistica ed espositiva, Campana produsse sculture monumentali in marmo e in bronzo collocate in diverse città italiane ed espose in numerose rassegne collettive e in mostre personali. Nel 2016 l'artista si rimette in gioco con un nuovo ciclo di opere, che riscuotono immediatamente il consenso del pubblico e ricomincia il proprio percorso espositivo su suolo nazionale ed internazionale.

 

 

 

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a cura di Silvia Rossi

 

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